mercoledì 5 dicembre 2007

VARIATION 1 - PIANO IMPROVISATION

COLOURS 1 - PIANO IMPROVISATION

ARTICOLO DI UN FAN

Per chi come me ha conseguito un diploma di pianoforte e flauto (strumento complementare), ascoltare due perle compositive come queste è un piacere insinuante che diventa nei giorni a seguire (la scoperta) una appuntamento quotidiano ineludibile. Ho visitato il sito di Salvatore Maresca Serra [www.myspace.com] alcuni giorni orsono, ma non ho potuto fare a meno di tornarvi tutti i giorni per riascoltare - tra i vari brani - la "March Of The Shadows" e "Adagio www123", due perle compositive di grande pregio stilistico. Una dimensione fuori dal tiro della commercialità che propone in veste di grande tradizione la musica come ho potuto ascoltare solo da calibri come Bela Bartòk, Stravinski (o Prokofiev) se paragonato al brano "Movimento in Eb" (lo si trova sul sito del musicista [www.salvatoremarescaserra.com]) o ancora, un paragone appare inevitabile con il supremo Rachmaninov in brani come "Nocturne K123 Piano Improvisation" o un superbo "Concert For The Martirdoms Of The Twin Towers", una composizione pervasa di un senso di nostalgia del presente che trova eco nell'uso straordinario del pianoforte che dialoga con un'orchestra estremamente moderna e analogica. "March Of The Shadows" dal tema ritmico percussivo, intesse poi nell'orchestra sinfonica accenti di estrema agilità compositiva e li sottopone ad un volo di ottoni jazzistici dal sapore vagamente gherswiniano, per poi sfociare in un'arpa che evoca tutta la capacità visionaria di questo autore e pianista straordinario - letteralmente trovato fuori da ogni dimensione "ordinaria". "Adagio www 123" affidato esclusivamente agli archi è di una tensione moderna compiuta che non lascia mai riposare le corde interiori, sottoponendole ad un circuito di risonanze che modulano ad una velocità insostenibile pur paradossalmente incutendo quel riposare che è grande solo nei "grandi", dove si viene presi e trasportati in una sorta di sindrome di Sthendal della musica a causa del costante viaggiare e trovare, senza sosta, un inesausto volo ad altezze vertiginose dell'anima. Il fraseggiare della viola è lacerante, doloroso, rassegnato e fulgido di amarezze che si trasfigurano ad ogni passo come stigmate amorose, portate e nascoste nel profondo con l'orgoglio dell'amante. Un brano vissuto sulla pelle delle note della vita, a mio parere, un vero capolavoro contemporaneo. Consiglio questo ascolto in particolare modo ai musicisti che ne apprezzeranno nel profondo le preziosità stilistiche oltre che compositive.
ROBERTO SAGGINI - OK.NOTIZIE ALICE

ARTICOLO DI UN FAN

INTERESSANTE INTERVISTA DI GRANDE SPESSORE CULTURALE
29.11.2007
E un piacere ascoltare dalla bocca di un autore un vissuto così sincero e spontaneo. Ciò ne evidenzia quella semplicità e fruibilità che appartiene a tutti i grandi, che non si mascherano dietro atteggiamenti fasulli come fanno molti incapaci, bensì aprono il cuore e la mente alla comunicazione permettendo a chiunque di potere accedere al loro mondo artistico. Ho apprezzato la sintesi sulla storia della musica contemporanea in merito alla cultura nera che ha modificato la forma mentis della composizione musicale, devo dire una vera sintesi di rara efficacia: mi rendo conto che l autore ha volutamente saltato una serie infinita di passaggi a favore della comprensibilità del globale, e gli esempi al pianoforte sono immediati e volutamente elementari. Una capacità indiscutibile didattica mi ha colpito e appassionato, avremmo bisogno di docenti che hanno questo dono della comunicazione e della profondità, le università sarebbero migliori e il sapere si diffonderebbe attraverso il piacere.
DAVIDE PADELLA - Commento su YAHOO VIDEO

ARTICOLO DI UN FAN

Non credo ultimamente di aver veduto una sintesi di così piena efficacia: "Last Day Of Love" è il video, ma è il brano! L'Autore è Salvatore Maresca Serra - pianista italiano presente su numerosi siti, da myspace a youtube, da yahoovideo a googlevideo, da broadjam.com (maggior web mondiale di musica indipendente 2.500.000 di associati) a bliptv, video bomb, alice video, etc. etc. le pagine ne sono piene di indirizzi come questi dove trovare questo autore. Personalmente ho ascoltato queste musiche e le ho gradite con notevole impatto, è un pianista che sinceramente non conoscevo, ma mi è stato segnalato da Aristide Bocci, amico jazzista milanese e musicofilo accanito sempre alla ricerca di materiale nuovo da recensire. Il sito ufficiale del compositore è tale da lasciare libero ascolto di molti brani, e non in modo demo, ma per l'intera durata delle songs, volendo si possono scaricare acquistandone i file in download al prezzo di 99 cent di dollaro l'una, la qualità è un Mp3 ad alta risoluzione migliore di iTunes. L'indirizzo è [www.salvatoremarescaserra.com,] una segnalazione che estendo a chiunque ami la musica di un certo livello sia pianistico che compositivo. La dimensione è fitta di creatività e rigore classico contemporaneo commisto ad atmosfere jazz di esperta rarefazione stilistica, quella musica che si definisce "raffinata" oppure "colta", dove lo stile diventa dopo alcuni minuti di ascolto dominante in senso pieno e stigmatizzato al massimo nella originalità. Devo dire che il buon Aristide ha segnalato un autore non molto conosciuto che dà la netta sensazione della scoperta, del caso fortunato per chi come me è alla ricerca di nuovi autori emergenti nel panorama musicale perlopiù dedicato agli addetti ai lavori (critici, musicisti, discografici, musicofili) oppure ad un pubblico già avvezzo ad un ascolto di musica contemporanea di rilievo. Ho ascoltato e guardato una serie di video ripresi in diretta dal vivo e in studio che sono interessanti, in particolar modo due che ritengo essere di pregio peculiare: "Piano Improvisation" e "In My City 1" (che ritengo essere Napoli poichè nonostante due indirizzi su myspace Roma-LosAngeles, trattasi di autore napoletano di nascita). Piano Improvisation è un momento di estrema tensione narrativa scandita in una escalation ritmico-creativa spettacolarizzata in modo sagace e sapiente dall'uso pizzicato delle corde del pianoforte, una vera performance molto misurata che ricorda il migliore Chick Corea pur non potendovi trovare nessun tipo di affinità elettive. La performance del pianista napoletano è di carattere ermetico, stile ricercato e coinvolgente sul piano intellettuale, come d'altronde è possibile ascoltare in tutti i brani di solo pianoforte e, a differenza di Corea, nessuna indulgenza egli concede ad un ascolto accattivante, e così, nella stessa identica cifra stilistica si pone nel "In My City 1" dove la cadenza ritmica indica in modo chiaro una nevrosi frenetica che "schizza" proiettandosi nella tensione psicoemotiva con un lacerante mood che trova poi, all'apice, la sacrosanta "remissione di colpa" lasciando l'ascoltatore "stroncato" da una dolcezza e delicatezza del tocco al limite dell'udibile, per poi riattaccare fino ad un finale che definisco senza mezzi termini "mistico e sognante", di una postmodernità assoluta. Consiglio questa visione assieme ad alcuni blues di rilevante ricerca innovativa armonica dove la virtù delle scale s'impreziosisce di velocità frenetica e di apparente disarmonia affascinante. La perla finale è senza meno il video - dulcis in fundo - "Last Day Of Love" (il titolo da solo è tutto un programma) dove le pause e i silenzi accarezzano le immagini drammatiche pervase di lacerazione sublime di cui non dico altro: da guardare!
Davide Padella

ARTICOLO DI UN FAN

Da Art Tatum a Cecil Taylor per poi arrivare a Jarrett, Corea ad Hancock credo sia il pianoforte il vero grande protagonista di questa storia unitaria, che passando attraverso il linguaggio evolutivo della storia della musica, si sottopone ad interpretazioni di stile, di tocco, di approccio spesso completamente diversi ma che hanno corpo unico, quello dello strumento in tutte le sue possibilità nelle epoche - in questo caso - del jazz e della musica contemporanea. La sua magia è ineffabile e non smette mai di affascinare intere generazioni e di musicisti e di ascoltatori che accolgono questa macchina fantasmagorica e perfetta nel loro immaginario quale compagno dell'esistenza, un compagno che dona momenti di assoluto rapimento e di incommensurabile ispirazione. In questa schiera infinita di adoratori dello strumento completo per eccellenza, nel panorama italiano della musica contemporanea e del jazz, è possibile ascoltare un musicista che ha fatto vibrare le corde in modo genuino, senza artefatti o supponenze estetiche - come a volte accade - ma con un rapporto sia fisico che psichico che ha del meraviglioso: misurato con gusto fatto di profonda estetica: Salvatore Maresca Serra. La sua webpage su MySpace è impregnata di note dal primo istante sublimi, frenetiche e dolci a un tempo. Nel panorama artistico italiano Salvatore Maresca Serra è un pianista che fa da cassa di risonanza alla migliore tradizione del classico e del jazz nello stesso preciso istante. La peculiarità è questa: una capacità di armonizzare due scuole e tradizioni diverse eppure - eccezionalmente - assimilabili nello stile. Dal primo brano "Concerto al Teatro Mediterraneo" (di cui è presente un demo di alcuni minuti, ma si rimanda al sito ufficiale dov'è possibile goderlo integralmente per quaranta minuti) si ascolta un solo di pianoforte di rara bellezza, poesia e indiscutibile valore compositivo, intessuto con la bravura e la passione del pianista che lo consegnano alla storia contemporanea della musica in modo naturale. Una strada che si apre all'ascoltatore per gradi, con un impatto iniziale che ha davvero dello straordinario nella spettacolarizzazione della tastiera, ma - come dicevo - in una misura assoluta, e di forte ascendente dell'improvvisazione, una qualità che appartiene a pochi che hanno fatto della tradizione pianistica una sorta di mito per i musicisti che arrivano nelle nuove generazioni a questa conoscenza. I brani si succedono con spunti di blues che riportano alla mente il virtuoso Tatum o impianti jazzistici apparentabili ad Hancock ma solo nel filone pianistico generale. Il concerto è un concentrato di ascolto nobile, che non concede all'ascoltatore mai il tempo di riflettere sul passato. La musica evolve in un ciclo di momenti alterni di gioia e dolore palpabili. La magia è sottile. Insinuante, sensuale. La cifra classica traspare se pur sotto un velo di armonie jazz che la sovrastano senza sovrastarla: un equilibrio tra le due muse che ha veramente dell'incredibile. Pur ascoltando momenti di transizione, classica e jazz appaiono in nuova sorellanza grazie alla sensibilità del pianista. Un'immagine che ha in sé del nuovo appare per gradi come una lastra fotografica che reagisce alle soluzioni in camera oscura, per poi mostrarsi del tutto alla luce nei suoi contorni esatti. Contorni che appaiono immediatamente al riascolto successivo (inevitabile) dove sembra naturale un bene che ha in sé una magia di rara sapienza intellettuale.

Erica Zante

ARTICOLO DI UN FAN

SALVATORE MARESCA SERRA PREMIATO AL LOS ANGELES MUSIC
AWARDS

Il famoso pianista italiano che da anni vive tra Roma
e Los Angeles sarà premiato il 29 Novembre con il Los
Angeles Music Awards che gli è stato assegnato per il
bellissimo brano "A Long Travel", una composizione di
dieci minuti che, arrangiata dallo stesso autore,
rappresenta una fusion di alto profilo contemporaneo.
Vi si alternano contaminazioni etniche di grande
atmosfera e dei crescendi di rara bellezza e intensità
tali da fargli meritare il prestigioso premio. Il
brano lo si può ascoltare in versione demo - per il
momento - su
http://www.myspace.com/salvatoremarescaserra ma sarà a
breve nei negozi di musica di tutto il mondo e nei più
grandi store online come iTunes. A breve anche la
pubblicazione del video su YouTube. Per chi volesse
intervenire alla manifestazione sono ancora
prenotabili tickets di ingresso sul sito the Los
Angeles Music Awards oppure in Hollywood Boulevard al
botteghino a LA.
Janet Zawinull

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SALVATORE MARESCA SERRA - Pubblicato il video "Piano Improvisation" su Youtube



E' un indiscutibile valoroso spettacolo ciò che appare nel video di Salvatore Maresca Serra recentemente pubblicato su Youtube, "Piano Improvisation" riporta la nostra mente verso anni in cui la spettacolarizzazione della musica appassionava intere generazioni di giovani che oggi sono nonni. Poi - a un tratto - è sembrato a tutti che qualcosa fosse cambiato, una grossa parte delle luci del palcoscenico si sono spente. Niente più trasgressioni. Niente sperimentazione. Niente provocazione. Jim Morrison che distruggeva le chitarre in scena o Hendrix che suonava le corde con i denti, svisava la chitarra dietro al collo, Emerson che accoltellava il suo Hammond: tutto finito? Eppure era così bello! Dava a tutti noi la sensazione che l'arte fosse follia, questi istrionismi erano un sale che insaporiva la bocca e il palato al quale ci eravamo abituati. Ma ecco che qualcosa ritorna, riappare un impulso da un grande istrione, le luci spente cominciano a fibrillare, qualcuno comincia a voltare la testa, si gira a guardare, ma che succede?! Il Pianista italiano - con notevole genialità e classe - ci appare in questo breve video come una resurrezione di quello spirito che accompagnava le nostre generazioni di cinquantenni/sessantenni verso quella grande libertà che spirava nell'aria come una brezza sottile e ristoratrice. Avevamo chi quindici, chi venti, chi...eravamo giovani. Amavamo esserlo e ci sentivamo una parte del tutto. La musica era (ed è) la nostra bandiera. Sì, credo che qualcosa stia tornando di quello spirito geniale che ci faceva tutti più liberi, tutti più espressivi. Basta uno strumento e un uomo che lo guarda da un lato diverso. Uno che trasgredisce le regole delle accademie. Uno che se ne frega. E suona. E "come" suona! Consiglio la visione a quelli della mia generazione, e - off course - a tutti! 


Article Source:
F-articles.com - free articles direcoty


About the Author


Janet Zawinull (è musicofila, musicista, jazzofila, studiosa della teoretica della musica e dei linguaggi musicali, critico musicale)

giovedì 29 novembre 2007